HEARTLAND: Il cuore pulsante dell’Eurasia

Da pochissimi giorni è stato pubblicato (QUI) per la prima volta in italiano un volume che raccoglie i tre articoli di Mackinder che costituiscono la pietra miliare della geopolitica: The Geographical Pivot of History; The Round World and the Winning of the Peace; The Scope and Methods of Geography. Tutti e tre gli articoli sono stati tradotti attenendosi per quanto possibile al testo inglese e riportando le mappe originali.

Leggendo quest’opera apparirà più chiaro come la Russia sia stata da sempre oggetto di desiderio di conquista da parte delle Potenze coloniali a causa delle sue copiose risorse nel sottosuolo e per la sua posizione strategica nel continente euroasiatico. Come già sottolineava Mackinder, nel 1938 la Russia ha prodotto più di ogni altro Paese al mondo i seguenti prodotti alimentari: grano, orzo, avena, segale e barbabietole da zucchero. La Russia ha prodotto più manganese di qualsiasi altro Paese. Per quanto riguarda il ferro, la Russia è al primo posto con gli Stati Uniti e al secondo posto per la produzione di petrolio. Per quanto riguarda il carbone, Mikhaylov afferma che le risorse dei bacini carboniferi di Kuznetsk e Krasnoyarsk sono stimate in grado di soddisfare il fabbisogno del mondo intero per 300 anni. (Mackinder, H. J., p. 47)

I vari progetti che si sono susseguiti nella storia volti a conquistare la Russia, accerchiarla o isolarla dal mondo riflettono sia l’ingordigia delle Potenze del Mare sia il loro timore di perdere il loro ruolo egemonico nella politica mondiale.  

Con lo scoppio della crisi ucraina e la formazione dei nuovi assetti geopolitici, il concetto di Heartland (Terra-Cuore, cioè, la Terra centrale del continente euroasiatico) è chiave per capire dove affondano le radici della crisi. Solo alla luce degli scritti di Mackinder è possibile decifrare ciò che sta avvenendo oggi nel mondo, come la distruzione economico-sociale dell’Europa – e, in particolare, della Germania – le sanzioni inflitte alla Federazione Russa e il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream dopo l’inaugurazione del Baltic Pipeline, che collega la Norvegia alla Polonia. Con l’inaugurazione del Baltic Pipeline e la distruzione del Nord Stream sono stati attaccati gli Europei e, in particolare, la Germania e l’Italia, i principali beneficiari del gas russo. La Germania, oltre a dover far fronte al problema della deindustrializzazione, perde la sua vocazione di hub europeo del gas e la Russia la possibilità – seppur provvisoriamente – di rafforzare le sue relazioni commerciali con l’Europa. Distruggere la Germania e far saltare ogni collegamento con la Russia vuol dire impedire l’unione dei due Heartland (Russia e Germania), i due poli che, se uniti, possono dar vita all’unione eurasiatica, cioè, all’interconnessione dell’Isola-Mondo. Secondo H. J. Mackinder, «Heartland è la più grande fortezza naturale della Terra» e «chi controlla l’Est Europa comanda l’Heartland: chi controlla l’Heartland comanda l’Isola-Mondo: chi controlla l’Isola-Mondo comanda il mondo». 

Dopo il risultato favorevole dei referendum per l’annessione alla Russia delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk e delle regioni di Zaporozhye e Kherson, la furia cieca delle Potenze del Mare (Regno Unito e Stati Uniti d’America) avrebbe colpito i due gasdotti senza pensare troppo alle conseguenze sul piano politico, economico e finanziario dell’area Euro, che potrebbe vedere un’accelerazione verso la disgregazione dell’UE e la fine della moneta unica. Come ha dichiarato Aleksandr Dugin durante un’intervista su Tsargrad TV (QUI), senza l’Ucraina la Russia non può essere impero. 

È simbolico che il fondatore della geopolitica, Halford Mackinder, sia stato Alto Commissario dell’Intesa per l’Ucraina durante la guerra civile russa … L’Ucraina ha svolto un ruolo importante nel quadro geopolitico di Mackinder. Questo territorio, insieme alla Polonia e ai Paesi dell’Europa orientale, faceva parte del “cordon sanitaire”, una zona strategica che doveva essere sotto il diretto controllo di Inghilterra e Francia (allora alleati dell’Intesa) e impedire il riavvicinamento tra la Russia e Germania. Trattenuta da un “cordone sanitario”, la Russia-Eurasia non potrà diventare un vero e proprio impero. Senza l’Ucraina, la Russia non è un impero. E inoltre, ostile alla Russia, l’Ucraina, che è sotto il diretto controllo degli anglosassoni, taglierà la Russia dall’Europa continentale, dove la Germania, a sua volta, era l’Heartland, solo non globale (come la Russia), ma locale, europeo. Il conflitto tra Inghilterra e Germania (ex con l’Austria) fu una costante nella geopolitica europea. Di conseguenza, il progetto di un’Ucraina indipendente era inizialmente diretto contro la Russia e supervisionato dagli anglosassoni.

Con i risultati dei referendum si è probabilmente superato il punto di non ritorno. Stiamo assistendo all’ultimo atto di una guerra cominciata anni fa – e concepita molto tempo prima – tra impero e imperialismo, tra tellurocrazia e talassocrazia. Per questo le opere di Mackinder sono oggi più attuali che mai.

Armando Savini

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